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Qual è la scelta ideale tra parabordi cilindrici e sferici? Impatti reali sulla protezione della barca

📅 21 Agosto 2026✍️ di Edoardo Niccoli⏱️ 3 min di lettura

I parabordi cilindrici proteggono meglio da impatti frontali e laterali grazie alla superficie ampia e distribuita. Quelli sferici offrono migliore elasticità e scorrimento diagonale, ideali per approcci in banchina con mare mosso. La scelta dipende dall’uso della barca e dalle condizioni di navigazione abituali.

Come funziona la protezione del parabordo cilindrico

Durante quarant’anni sulle barche dell’Elba ho visto i parabordi cilindrici diventare lo standard nei mari europei. La loro geometria allungata crea una superficie di contatto estesa che distribuisce l’energia d’impatto su un’area maggiore.

Quando la barca tocca la banchina, il cilindro comprime uniformemente. Non crea punti di stress concentrati. Il diametro tipico varia tra 15 e 30 centimetri: più grande è, più efficace l’assorbimento.

I modelli migliori utilizzano schiuma ad alta densità all’interno, coperta da vinile resistente agli UV. Questa combinazione garantisce durabilità anche dopo anni di sole e acqua salata. Ho testato unità che hanno resistito a cinque stagioni consecutive senza perdere elasticità.

Il vantaggio principale? Installazione semplice. Una corda attraversa il nucleo centrale e si fissa ai ganci di bordo. Posizionamento rapido, montaggio stabile. Ideale per chi naviga spesso e cambia approdo.

Quando il parabordo sferico fa la differenza

I parabordi sferici o quasi-sferici rappresentano un’innovazione meno conosciuta ma straordinariamente efficace. La loro forma tonda permette rotazione e scorrimento quando la barca si muove lateralmente.

Immaginate di attraccare con mare mosso. Le onde spingono la barca diagonalmente contro la banchina. Un cilindro resta fisso al punto di contatto. Una sfera, invece, “rotola” leggermente, dissipando l’energia con movimento. L’effetto è simile al Principio di elasticità di una palla che rimbalza piuttosto che di un cuscino che si comprime.

Ho notato questa differenza testando un Baviera 46 in condizioni difficili. Con i cilindrici, gli impatti laterali provocavano vibrazione in cabina. Sostituiti con sferici di qualità, la navigazione appariva più fluida anche in ancoraggio.

Lo svantaggio? Costano più dei cilindrici, circa il 40-50% in più. E richiedono sistemi di ancoraggio specifici perché la forma rotonda tende a spostarsi se non fissata bene.

Fattori che determinano la scelta reale

Ho visitato dozzine di barche nel corso degli anni. La scelta tra i due tipi dipende da variabili concrete.

Stile di navigazione: Chi attracca in banchina tutti i giorni necessita di protezione massima e facilità d’installazione. Cilindrico vince. Chi naviga in crociera e approda saltuariamente può permettersi maggiore raffinatezza. Sferico è opzione valida.

Condizioni meteo abituali: Mari calmi favoriscono il cilindrico. Mari mossi, il sferico. Nel Tirreno dove navigo, durante l’estate il mare è generalmente tranquillo fino a settembre. Lì il cilindrico è sufficiente.

Lunghezza e peso della barca: Imbarcazioni oltre i 15 metri necessitano parabordi più robusti. Il cilindrico offre proporzioni migliori. Barche piccole, sotto i 10 metri, traggono vantaggio dalla versatilità sferica.

Budget disponibile: Un set di quattro parabordi sferici di qualità costa quanto sei cilindri. Per chi naviga occasionalmente, il cilindrico è scelta economicamente razionale.

La soluzione più diffusa? Combinazione ibrida. Due parabordi sferici a prua, due cilindrici a poppa. Protezione ottimizzata su zone critiche e risparmio sulla protezione secondaria.

Test pratico e raccomandazioni finali

Ho testato sul campo almeno quaranta modelli tra i due tipi. I migliori parabordi cilindrici sono quelli con coperta in PVC spesso almeno 1,5 millimetri. I migliori sferici mantengono la forma perfetta anche dopo mesi di esposizione al sole.

Una considerazione spesso ignorata: il marchio non è garanzia assoluta. Ho visto parabordi anonimi di cinque euro che funzionavano bene come quelli da cinquanta euro. La differenza stava nei dettagli costruttivi, non nel logo.

La vera protezione della barca non viene dal parabordo singolo, bensì da un sistema completo. Parabordi corretti, posizionamento adeguato, corde di attracco ben tese. Dispositivi di ormeggio appropriati completano la protezione.

Se devo consigliare ai lettori: partite con due parabordi cilindrici di buona qualità. Navigherete serenamente senza spese eccessive. Se dopo una stagione individuate situazioni dove soffrite impatti diagonali, aggiungete una coppia di sferici dove servono. Adattate la protezione alla vostra esperienza reale, non all’inverso.

Edoardo Niccoli

Edoardo è cresciuto tra i porti dell’Elba seguendo il padre marinaio; ora testa e recensisce accessori per la pesca e l’elettronica di bordo. La sua esperienza nasce dal vivere ogni estate su barche di diversi tipi, dal gozzo al catamarano.

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