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Come gestire la manutenzione dei parabordi durante la stagione? Mantieni massima protezione con poco sforzo

📅 27 Agosto 2026✍️ di Edoardo Niccoli⏱️ 3 min di lettura

Risciacqua con acqua dolce dopo ogni ormeggio, controlla pressione e altezza una volta a settimana, proteggi dal sole ogni mese. Ruota i parabordi e tieni pulite le calze. Così restano efficaci con pochi minuti di lavoro.

Routine rapida post-ormeggio

Getto d’acqua dolce su ogni parabordo. Rimuovi sale e sporco prima che si fissino.

Passa un panno in microfibra. Asciuga i punti d’attrito per limitare le righe nere.

Controlla a vista: tagli, abrasioni, valvole, occhielli. Se vedi crepe o cuciture lente, mettilo da parte.

Regola l’altezza. Il punto di contatto deve essere allineato al bordo del pontile o alla murata dell’altra barca.

In navigazione, issali a bordo. Eviti raggi UV e Biofouling.

Controlli settimanali e mensili

Pressione: mantieni tra 0,15 e 0,2 bar nei modelli in PVC o vinile. Evita l’effetto “palla di marmo”. Il parabordo deve cedere leggermente al pollice.

Usa una pompa a bassa pressione con manometro e l’adattatore corretto (ago o valvola Schrader, a seconda del modello).

Linee e nodi: verifica sfregamenti e indurimenti. Sostituisci cime con calza logora. Per barche fino a 9 metri, 8–10 mm; oltre, 12–14 mm.

Protezione UV: applica un protettivo non siliconico ogni 4–6 settimane. Evita prodotti che lasciano la superficie scivolosa.

Calze copriparabordo: lavale a 30 °C, niente ammorbidente. Asciuga bene prima di rimontarle.

Pulizia profonda e protezione

Usa sapone nautico neutro. Spugna morbida. Risciacquo generoso.

Macchie ostinate: prova detergente per vinile. Alcol isopropilico su uno strappo di carta, passaggio veloce, poi acqua. Evita acetone e diluenti: indeboliscono il materiale.

Per righe nere da gomma, “spugna magica” con mano leggera. Subito dopo, risciacquo e protettivo UV.

Gli standard dei parabordi pneumatici industriali, come ISO 17357-1, ricordano una regola base: pressione corretta e ispezioni regolari allungano la vita utile.

Numero, misura e posizionamento

Regola rapida: diametro del parabordo pari a circa 2,5 cm per ogni metro di lunghezza della barca. Esempio: 8 m → diametro 20 cm.

Quantità: minimo tre per lato fino a 8–9 m. Uno ogni 2–3 metri di murata. Aggiungi un parabordo sulla prua e uno piatto a poppa per l’ormeggio all’italiana.

Orientamento: verticale per pontili bassi, orizzontale su pali o banchine ruvide. Ruotali periodicamente per distribuire l’usura.

Altezza: in acque con marea, prevedi sistemi regolabili o binari scorrevoli. Nel Mediterraneo bastano nodi regolati in banchina, ma ricontrolla dopo il calo serale.

Linee e nodi: sicurezza prima

Fissa i parabordi a bitte o basi rinforzate, mai ai candeliere. I carichi a strappo piegano i pulpiti.

Nodi consigliati: gassa d’amante al golfare del parabordo; mezzo collo o bocca di lupo sulla battagliola rigida. Regolazione rapida con clamp o ganci dedicati omologati.

Aggiungi paracolpi in tessuto dove la cima sfrega sulla murata. Una spesa minima, molta vernice risparmiata.

Errori comuni da evitare

Lasciarli in acqua in porto: si sporcano e si seccano al sole. Issali o proteggili.

Gonfiarli troppo: si ovalizzano e diventano duri, meno efficaci e più soggetti a scoppio con il caldo.

Usare candeggina o solventi forti: ingialliscono e screpolano.

Sottodimensionarli per estetica: meglio un parabordo grande che una careenata da cantiere.

Affidarli ai candelieri: prima o poi si piegano. Usa le bitte.

Check-list lampo metà stagione

  • Lavaggio completo con sapone nautico, controllo generale valvole e occhielli.
  • Ispezione linee, sostituzione di quelle cotte dal sole.
  • Applicazione protettivo UV su parabordi puliti e asciutti.
  • Verifica pressione a freddo e marcatura con pennarello indelebile della data.
  • Lavaggio calze, scorta di una calza di riserva a bordo.

Pre-notte e post-burrasca

Prima della notte in un marina affollato: aggiungi un parabordo “di rispetto” sul punto di contatto, abbassa di 2–3 cm l’altezza, controlla i nodi.

Dopo burrasca o risacca: raddrizza le linee, cerca appiattimenti e microtagli, ripristina la pressione, ripassa il protettivo se ha piovuto sabbia o sale.

Nota di campo

Sulle barche che provo tra Portoferraio e Marciana Marina noto sempre la stessa differenza: equipaggi che investono 10 minuti a fine giornata hanno parabordi tesi, barche pulite e zero graffi. È manutenzione leggera, ma fa la stagione.

Edoardo Niccoli

Edoardo è cresciuto tra i porti dell’Elba seguendo il padre marinaio; ora testa e recensisce accessori per la pesca e l’elettronica di bordo. La sua esperienza nasce dal vivere ogni estate su barche di diversi tipi, dal gozzo al catamarano.

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