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Quali sono gli errori più comuni nell’utilizzo del verricello elettrico? Come evitarli senza spese extra

📅 17 Agosto 2026✍️ di Martina Balestri⏱️ 5 min di lettura

Mi ricordo ancora il giorno in cui ho visto il nostro verricello elettrico sul cantiere navale di Livorno bloccarsi completamente durante un’operazione di alaggio. Era una mattina di sole, tutto procedeva regolarmente, quando improvvisamente il motore ha iniziato a fare strani rumori e poi si è fermato. Mentre attendevo l’intervento del tecnico, ho avuto l’occasione di parlare con alcuni colleghi e mi è venuto in mente quante volte avremmo potuto evitare simili inconvenienti con una manutenzione più consapevole. Da allora, ho sviluppato una vera passione per capire come sfruttare al meglio questi strumenti indispensabili per chiunque lavori con le imbarcazioni.

Il verricello elettrico è uno strumento fondamentale nella nautica, ma purtroppo è anche uno dei più sottovalutati quando si parla di utilizzo corretto e manutenzione. Ho scoperto nel tempo che la maggior parte dei problemi non deriva da difetti di fabbricazione, bensì da errori nella gestione quotidiana. Errori che, fortunatamente, sono completamente evitabili senza ricorrere a costose riparazioni esterne.

Sovraccaricare il verricello oltre i limiti di portata

Uno degli errori più frequenti che ho osservato nei cantieri è il tentativo di superare i limiti di carico del verricello. Ogni dispositivo ha una portata massima specificata dal costruttore, ma spesso ci si convince che “una volta in più” non farà male. Peccato che il motore non la pensi così. Quando si applica una tensione eccessiva, la corrente che attraversa il circuito aumenta, generando calore che deteriora gli isolanti e i componenti interni.

Ho visto equipaggi provare a sollevare oggetti che superavano di poco il carico massimo, pensando di fare una bella figura. Il risultato era sempre lo stesso: usura accelerata e riparazioni costose poche settimane dopo. La soluzione è semplicissima e non costa nulla: leggere e rispettare le specifiche tecniche del vostro verricello. Se dovete spostare carichi importanti con frequenza, la risposta è acquistare un modello con portata superiore, non forzare quello che avete.

Un trucco che abbiamo usato in cantiere per evitare sorprese è pesare preventivamente i carichi con una bilancia da carico prima di attaccarli al verricello. È una pratica che richiede pochi minuti ma che ci ha salvato da più di una situazione critica.

Ignorare la manutenzione preventiva e i segnali di avvertimento

La manutenzione preventiva è la vera chiave per mantenere un verricello in perfette condizioni senza sostenere spese aggiuntive. Ho notato che molti proprietari di imbarcazioni tendono a consultare un tecnico solo quando il dispositivo smette di funzionare. A quel punto, il danno è già fatto e i costi lievitano esponenzialmente.

Controllare regolarmente lo stato dei cavi è fondamentale. Un cavo frayed o corroso non solo riduce l’efficienza del sistema, ma diventa anche un potenziale pericolo per l’incolumità di chi lavora in coperta. La Norma UNI ISO 4309 stabilisce chiaramente gli standard per l’ispezione e la manutenzione dei cavi d’acciaio, e non è complicato seguirle. Basta una buona dose di olio lubrificante specifico per cavi, applicato periodicamente, per mantenerli in condizioni ottimali.

Anche il motore elettrico necessita di attenzione. Ascoltate il rumore che fa quando funziona: un ronzio regolare è normale, ma cigolii o rumori metallici sono chiari segnali di malfunzionamento. Pulire regolarmente le prese d’aria di ventilazione del motore è un’operazione semplicissima che previene l’accumulo di sale e sporco, nemici giurati dell’elettronica marinara.

Errori nell’installazione e nell’uso del sistema di sicurezza

Durante i miei anni in cantiere, ho visto malissimo l’approccio di alcuni operatori verso i sistemi di sicurezza del verricello. Alcuni addirittura li disabilitavano perché “rallentavano il lavoro”. Profondamente sbagliato. I sistemi di sicurezza, come gli interruttori di emergenza e i dispositivi di inversione di marcia, non sono complicazioni inutili: sono protezioni essenziali.

Un’installazione errata del verricello può compromettere seriamente la distribuzione del carico sull’imbarcazione. Se il dispositivo non è ancorato correttamente, la forza si distribuisce in modo anomalo, creando stress sui punti di attacco. Ho visto carrozzerie danneggiate e strutture compromesse solo perché il verricello non era stato montato secondo le specifiche tecniche.

Verificate sempre che i cavi passino attraverso guide e pulegge correttamente allineate. Se il cavo sfrega contro gli spigoli durante l’avvolgimento, si usura rapidamente da un lato. Un’ispezione visiva ogni settimana vi permetterà di accorgervi di questi problemi prima che diventino costosi.

Esporre il verricello a condizioni ambientali ostili

Vivendo a Livorno, so bene quanto l’ambiente marino sia aggressivo verso i metalli e l’elettronica. L’aria salina è il nemico numero uno di qualsiasi dispositivo elettromeccanico. Ho osservato verricelli installati senza alcuna protezione dalle intemperie, esposti direttamente al sole e alla salsedine.

Una copertura protettiva, anche semplice, può prolungare significativamente la vita dell’attrezzatura. Non occorre spendere cifre esageate: una tela di buona qualità o una copertura in PVC specificamente disegnata farà miracoli nel prevenire l’ossidazione. Dopo ogni utilizzo in condizioni di forte vento salato, è utile risciacquare la testa del verricello con acqua dolce.

Anche l’umidità interna è un problema spesso sottovalutato. Nel nostro cantiere, durante l’inverno, abbiamo imparato che lasciare il verricello acceso per qualche minuto ogni tanto, anche senza carico, aiuta a mantenere sechi i circuiti interni grazie al calore generato dal motore.

Mancata documentazione e registrazione dei cicli di lavoro

Un errore che vedo commettere molto frequentemente è la scarsa documentazione sull’utilizzo del verricello. Tenere un semplice registro dei cicli di carico, delle date di manutenzione e di eventuali anomalie osservate vi permette di identificare pattern problematici prima che diventino critici.

Seguendo la Direttiva Macchine 2006/42/CE, è buona pratica mantenere una documentazione tecnica sempre accessibile. Non deve essere complicata: un semplice quaderno con date e note basta per tracciare la storia del vostro strumento.

La manutenzione consapevole del verricello elettrico non richiede investimenti enormi né competenze specialistiche. Richiede attenzione, un po’ di lubrificante, cavi di ricambio e soprattutto l’impegno a non forzare il dispositivo oltre i suoi limiti. Nel corso degli anni, questo approccio preventivo mi ha permesso di gestire verricelli affidabili senza ricorrere a riparazioni d’emergenza. Perché il vero risparmio, in nautica come nella vita, non è non spendere nulla: è spendere saggiamente.

Martina Balestri

Martina è nata a Livorno e da sempre vive a stretto contatto con il mare. Ha lavorato per diversi anni in un cantiere navale e conosce i segreti della manutenzione di barche a vela, oltre ad avere una passione per gli accessori tecnologici per la navigazione.

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