HomeAccessori › Accessori per il fissaggio delle ancore: i sistemi più affidabili e facili da installare
Accessori

Accessori per il fissaggio delle ancore: i sistemi più affidabili e facili da installare

📅 16 Agosto 2026✍️ di Samuele Loria⏱️ 5 min di lettura

Quando ho passato quel primo anno a bordo della mia barca a motore, ho imparato una lezione che avrebbe potuto costarmi cara: gli accessori per il fissaggio delle ancore non sono tutti uguali. Durante una traversata primaverile verso la Dalmazia, mi sono trovato in una situazione critica quando l’ancorotto di bordo ha iniziato a cigolare durante la manovra di recupero. Non era un rumore da sottovalutare. Decisi di scendere sul fondale per capire cosa stesse accadendo e scoprii che il sistema di fissaggio era corroso e sul punto di cedere. Da quel momento ho capito che investire nei giusti accessori per il fissaggio delle ancore non è un optional, ma una necessità di sicurezza.

Perché scegliere il fissaggio giusto per l’ancora

Il fissaggio dell’ancora è uno dei sistemi più sollecitati sulla barca. Non deve solo sopportare il peso dell’ancora stessa, ma anche le tensioni generate dalle onde, dal vento e dai movimenti della catena durante il recupero. Ho visto troppi armatori improvvisare con soluzioni economiche che poi li costringono a interventi d’emergenza costosi.

La sicurezza inizia dalla scelta dei materiali. L’acciaio inossidabile è il gold standard: resiste alla corrosione marina meglio di qualsiasi alternativa. Durante gli ultimi mesi di rimessaggio invernale, ho notato come le bitte in ottone cromato si degradassero rapidamente, mentre gli stessi componenti in inox rimanevano intatti dopo stagioni intere di esposizione all’umidità salmastra.

Un lettore mi ha chiesto di recente come mai la sua barca, ancata in una baia tranquilla, avesse comunque subito danni al fissaggio dopo soli due anni. La risposta era semplice: aveva scelto accessori in ferro zincato invece che inox. Lo zinco offre protezione iniziale, ma in ambiente marino si consuma rapidamente, soprattutto nelle zone di attrito dove la catena continua a muoversi.

I sistemi di fissaggio più affidabili sul mercato

Le bitte a doppio occhio rimangono la soluzione più universale. Sono robuste, facili da installare e permettono un assestamento naturale della catena. Il diametro è importante: per barche fino a 12 metri consiglio una bittta da 12-14 mm, mentre per imbarcazioni più grandi serve almeno 16-18 mm.

I tamburi di fissaggio (detti anche drum winch) offrono un’alternativa interessante per chi ha spazio limitato a prua. Permettono di arrotolare la catena con precisione e di gestire tensioni diverse. Non sono comodi per le manovre frequenti, ma sono perfetti per chi passa lunghi periodi all’ancora in zone esposte. Ho installato un tamburo sulla mia barca tre anni fa e non cambierei: durante le tempeste invernali mi ha sempre garantito un controllo perfetto della tensione.

I sistemi di fissaggio attraverso ponte sono una soluzione elegante per barche moderne. Permettono di distribire il carico in modo più efficace sull’intera struttura della barca, riducendo lo stress localizzato. La loro installazione richiede però una certa competenza nel lavoro su vetroresina: bisogna creare una base di appoggio affidabile attraverso rinforzi interni.

Errori da evitare durante l’installazione

L’errore più comune che vedo fare è installare il fissaggio dell’ancora direttamente sulla caverna di prua senza considerare le forze in gioco. La catena non esercita solo una trazione verticale, ma anche orizzontale, specialmente durante il recupero. Se non si crea una struttura adatta a distribuire questi carichi, il fissaggio si allenterà inevitabilmente.

Un secondo errore è non verificare la compatibilità tra il diametro del fissaggio e il passo della catena. Ho visto persone abbinare una catena da 10 mm a una bittta da 8 mm: in pratica, il carico non viene distribuito correttamente e l’accessorio si consuma in fretta.

La mancanza di manutenzione ordinaria è il terzo nemico. Anche gli accessori in inox beneficiano di una pulizia con acqua dolce dopo le navigazioni in mare. Mi è capitato di recente di scoprire una piccola crepa su una bittta che, se fosse sfuggita per un’altra stagione, avrebbe compromesso il sistema di fissaggio intero. Una semplice ispezione mensile avrebbe risolto il problema in fase iniziale.

Soluzioni pratiche per l’installazione fai-da-te

Se decidete di installare il fissaggio da soli, avrete bisogno di attrezzi basilari: una punta da muratore o un trapano con punta acciaio, dadi e bulloni in inox, e un buon sigillante marino. Per le bitte a doppio occhio, il procedimento è diretto: praticate due fori nella giusta posizione, inserite i bulloni e stringete con fermezza, ma senza esagerare.

La vera sfida è scegliere il posizionamento corretto. L’ancora deve trovarsi a una distanza minima dalla prua per evitare che durante il recupero si danneggi lo scafo. Allo stesso tempo, il fissaggio deve essere abbastanza centrale rispetto alla larghezza della barca per non sottoporre la struttura a torsioni eccessive.

Per quanto riguarda la Normativa tecnica per la navigazione da diporto, è sempre consigliabile verificare che gli accessori scelti rispettino gli standard europei. Non si tratta solo di burocrazia: questi standard esistono perché testati nei decenni e garantiscono una sicurezza minima verificata.

Manutenzione e controllo nel tempo

Dopo l’installazione, il fissaggio non è finito. Durante la stagione invernale di rimessaggio, consiglio di controllare lo stato dell’inossidabile e di lubrificare leggermente i punti di articolazione con prodotti marini specifici. La Ossidazione può comunque manifestarsi con piccoli puntini su superfici ad alta esposizione: puliteli subito con carta vetrata fine e una goccia di olio.

Verificate regolarmente che i bulloni non si allentino. Le vibrazioni del motore durante la navigazione possono causare lentamente lo scollamento dei dadi. Una volta ogni due mesi, prendete una chiave inglese e controllate che tutto sia serrato come si deve.

La sicurezza della vostra barca parte da questi dettagli che molti considerano banali. Io, dopo l’esperienza di quella traversata in Dalmazia, non lascio nulla al caso. Un buon accessorio per il fissaggio dell’ancora, installato correttamente e mantenuto con cura, vi garantirà anni di navigazione tranquilla.

Samuele Loria

Samuele ha vissuto un anno a bordo di una barca a motore, affrontando traversate e periodi di rimessaggio. Conosce le criticità degli impianti idraulici ed elettrici e ama condividere soluzioni per la manutenzione e il miglioramento delle imbarcazioni.

Torna in alto